Come influirà l’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione?

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  • 17 Gennaio 2024

Dopo l’avvento dell’intelligenza artificiale, vediamo come influirà nei servizi digitali della Pubblica Amministrazione.


 

L’intelligenza artificiale è sempre più inclusa nei servizi digitali che utilizziamo tutti i giorni.

 

Non fa eccezione la Pubblica Amministrazione, settore nella quale l’intelligenza artificiale potrebbe influire molto, migliorando i servizi pubblici digitali. Ma non solo nella fruizione, ma anche nella progettazione e nell’erogazione agli utenti.

 

Vediamo allora come l’intelligenza artificiale potrà influire sulla Pubblica Amministrazione.

 

Intelligenza artificiale e Pubblica Amministrazione: quali saranno i campi di utilizzo

 

Con l’intelligenza artificiale, i servizi digitali della PA potranno avere molti benefici, come la possibilità di analizzare grandi quantità di dati, creare applicazioni innovative in tempi più ristretti e ottimizzare i processi decisionali.

 

L’Italia è il secondo Paese europeo per numero di progetti nella PA che sfruttano l’intelligenza artificiale e il primo in fatto d’implementazione.

 

Il report “Le opzioni tecnologiche per la digitalizzazione avanzata nella Pubblica Amministrazione”, presentato da The European House, ha evidenziato come, tra il 2010 e il 2021, siano stati registrati, nell’area dell’Unione Europea, 637 progetti legati all’intelligenza artificiale destinati agli enti pubblici e 63 di questi sono italiani.

 

Ma l’Italia si trova indietro nell’impiego dei fondi pubblici per sostenere i diversi programmi. Negli ultimi cinque anni, infatti, il nostro Paese ha utilizzato solo un miliardo di euro, mentre Spagna e Germania hanno speso il doppio e la Francia addirittura 2,5 miliardi di euro per poter facilitare l’utilizzo dell’AI nella pubblica amministrazione.

 

Vediamo alcuni possibili impieghi dell’intelligenza artificiale nella PA.

 

Il design

 

Nel Libro Bianco sull’Intelligenza Artificiale al servizio del cittadino, pubblicato dall’AgID, si proponeva di individuare una serie di azioni funzionali, per agevolare la trasformazione del Paese con l’adozione dell’AI.

 

Per quanto riguarda il design dei servizi pubblici digitali, si parla già da tempo dell’impiego dell’intelligenza artificiale generativa, in modo da integrarla sia nella fase di progettazione che in quella d’ideazione dei servizi.

 

In questo modo, la PA potrebbe evolvere dal punto di vista tecnologico, ma potrebbe anche tagliare le tempistiche burocratiche.

 

I servizi pubblici digitali del futuro dovrebbero essere costruiti in base alle esigenze degli utenti ed essere accessibili a tutti, indipendentemente dalle loro conoscenze tecnologiche o dalle loro condizioni socio-economiche. E questo può essere fatto basandosi sui criteri adottati dall’intelligenza artificiale.

 

Altre possibili applicazioni

 

Ci troviamo ancora in una fase transitoria, per quanto riguarda l’applicazione dell’intelligenza artificiale sui servizi digitali, ma possiamo prendere ad esempio i cambiamenti negli altri settori, per poi applicarli nella PA.

 

Una delle applicazioni possibili potrebbe essere la prototipazione rapida dei nuovi servizi, con la possibilità di testarli in modalità virtuale e inviare e ricevere feedback sul loro funzionamento, in tempo reale.

 

Grazie ai modelli LLM, possono essere costruite nuove soluzioni adattive, in base alle esigenze di ogni utente (come i suggerimenti mirati per la compilazione di moduli e documenti).

I servizi di assistenza ai cittadini, come le chatbot, potranno essere implementati, in modo da poter rispondere automaticamente alle domande più frequenti, in maniera più completa ed esaustiva.

 

L’intelligenza artificiale potrà essere applicata anche alla gestione documentale delle amministrazioni pubbliche, in modo da rilevare eventuali errori o dati mancanti nei documenti ufficiali, suggerendo correzioni in tempo reale, ma anche riducendo i tempi di attesa per gli utenti, garantendo comunque un’assistenza in diverse lingue.

 

Intelligenza artificiale e pubblica amministrazione: il caso Inps

 

L’Inps è il primo ente della pubblica amministrazione italiana ad aver introdotto gli algoritmi di machine learning nei processi operativi, avendo iniziato a fare analisi di dati con Gpt già dal 2021.

 

Come testimoniato da Vincenzo Di Nicola, responsabile per l’innovazione e la trasformazione digitale dell’Inps, il volume delle Pec in arrivo gestite è aumentato fino a raggiungere i 6 milioni: un dato importante, rispetto ai tre milioni del 2019.

 

Ma il progresso è soprattutto sulle tempistiche: gli operatori oggi impiegano solo un’ora del loro lavoro per la lettura e lo smistamento dei messaggi al funzionario di competenza, mentre prima si trattava di un’attività che richiedeva l’intera giornata.